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Gruppi

Cavalieri Templari e ordini cavallereschi

“Non ricoperti di fronzoli od allori”, i monaci soldati portano la spada e la croce. Dopo la Prima Crociata, bandita da Papa Urbano II, nove cavalieri presero la decisione di assicurare la difesa dei pellegrini lungo i loro viaggi. Nacque cosi l’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone. La testimonianza del vescovo di Bisceglie riguardo alla traslazione delle reliquie di Nicola il Pellegrino dimostra la presenza al rito dei cavalieri di Cristo. Trani era la sede di una delle loro Domus praecetoria. Dal 2007, l’Associazione rievoca “La Notte dei Templari”, nella cui occasione vengono presentati, grazie ai costumi ben riprodotti, anche gli altri ordini monastico-cavallereschi (Ordine del Santo Sepolcro, Ordine di San Giovanni dell’Ospedale, Ordine Teutonico).


Angioini


Dopo l’editto di Poitiers in quasi tutta la Cristianita' fu dato ordine di annientare l’Ordine del Tempio.  Trani conobbe questo episodio. Dipendendo dal Regno di Napoli, alla cui reggenza c’era Roberto d’Angio', la citta' vide torme di soldati angioini aggirarsi per i vicoli alla ricerca dei cavalieri Templari. Vestiti d’azzurro e di gigli ornati, gli angioini arrestarono i fratelli del Tempio, benche' qualcuno riusci' a sfuggire.





Cavalieri del Re


Lama affilata, occhi di falco, fiuto da segugio,  elementi che accomunano ogni soldato manfrediano. L’aquila sveva, che orna il loro mantello vermiglio, veglia su ognuno di loro nel fidel servigio a lu seniore re. Dal 2005 protagonisti della rievocazione de Il Matrimonio di Re Manfredi, sono anche l’espressione visiva della invulnerabilita' dell’esercito svevo nel Regno delle Due Sicilie.






Nobili e Dame


Eternamente invitati alle nozze del re, messeri e madonne, provenienti da tutto il reame, animano le sale della corte sveva.  Siedono ai convinvi senza mai oltraggiare il protocollo cortese, sostano nei corridoi delle abitazioni reali oppure passeggiano nei cortili mentre ascoltano i versi dei poeti e dei cantastorie. In questi anni l’Associazione si e' fornita di piu' di un centinaio di costumi, accuratamente riprodotti secondo i dettami dell’epoca.





Cortigiane


Dall’anno 2014 sono state introdotte, nello scenario de Il Matrimonio di Re Manfredi , due figure dalle qualita' dispensanti  “compagnia” ad ogni tipologia di paesano o viaggiatore, nonche' al sovrano stesso. Sono queste le cortesane (nel 1200 si parla ancora di dame di compagnia). Melisenda ed Odivia, le invidiose della novella sposa, si fanno chiamare “oneste donne de’ bel sesso” giacche' la loro cultura e stile di vita non possono neanche accostarsi a quelle che lavorano in bugigattoli a malapena illuminati, appunto le “cortesan puttane o de lume o de candela”.


Odalische


Immancabile in una corte sveva era la cerchia araba. Avendo ereditato dal padre la passione per il mondo islamico, Manfredi mantiene le stesse sue abitudini e dissolutezze. Arcieri, astronomi e, soprattutto, gli harem, dove tra gli incensi brulicavano orde di danzatrici, sono i tratti distintivi dei loro castelli.








Gente del Borgo


Li laboratori de la citate de Trano, contadini, pescatori, artigiani e mendicanti, danno vita al borgo grazie alla loro galvanizzante alegrezza  e alla loro smania di saper la cagion de lo frastuono innanzi a lu Castellu. Tutti, nessuno escluso, parteciperanno ai banchetti che Re Manfredi ha messo anche a loro disposizione e  verso i quali si sbalestreranno accompagnando i visitatori e i viaggiatori delle terre lontane sulle gaie note dei musici di corte.




Pellegrini


Contadini senza terra, ammalati che sperano di guarire, cavalieri che hanno molto da farsi perdonare: costoro compiono lunghi pellegrinaggi per salvarsi l’anima, per purificarla. Fin dopo l’anno Mille, il porto di Trani era lo scalo verso la Terrasanta e frotte di pellegrini sostavano sulle banchine per poi riprendere il loro lungo e faticoso cammino. Marciano sulle strade con il loro bastone, il “bordone”, per bagaglio spesso hanno una bisaccia. A partire dal XIII indossano un abito di grossa lana scura, la “schiavina". Il loro segno distintivo e' la conchiglia che portano al collo.


Draghi di Trani Tradizioni


Mistero, enigma ed esoterismo sono i fondamenti  di ogni loro esibizione. I Draghi di Trani Tradizioni, giocolieri e sputa fuoco, affascinano da anni gli spettatori con i loro movimenti, giochi fuoco e astrusita' di fuoco. Ormai protagonisti dei notori festeggiamenti al Castello Svevo di Trani, sono inseriti nella rete rievocativa d’Italia. Sotto il segno del drago di Trani incantano il pubblico ad ogni loro getto di fuoco.





Tamburi di Trani Tradizioni

Di bianco e azzurro ammantati, i musici e timpanisti di Trani Tradizioni marciano a suon di colpi. Chiamati dal re alla sua corte in occasione delle sue nozze, hanno esordito nell’anno del Signore 2013.











 
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