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I Templari a Trani

Cenni storici
Trani, citta' templare

La storia dei Templari nasce con la costituzione dell'Ordine ad opera del francese Ugo de Payns all'inizio del XII sec., con l'intento di difendere e soccorrere i pellegrini che si recavano in Terra Santa. L'Ordine era composto da cavalieri che potevano essere indifferentemente laici o religiosi, ma che dovevano accettare i voti dell'ordine monastico ed impugnare la spada. La storia dei Templari termina, invece,  tragicamente quando l'Ordine, lasciatosi abbagliare dalle ricchezze dell'Oriente, dimentico della sua antica Regola, perde sul rogo, nel 1314, il suo ultimo Grande Maestro, Jacques de Molay.
Trani era uno dei piu' importanti porti della Puglia, da sempre crocevia di popoli e culture del Mediterraneo e porta per l'Oriente, testimone con le sue chiese, i suoi palazzi e  la sua storia, di quell' eta' di mezzo, da sempre ricca di fascino e di mistero. Fu, pertanto, giu' nei primi anni di vita dell'Ordine che i Templari stabilirono lungo le vie di transito per Gerusalemme, le loro domus o mansioni, sorte, secondo l'idea per cui lo stesso Ordine era nato, a difesa e soccorso dei pellegrini, che si recavano ai luoghi santi. La tradizione vuole che i Templari furono presenti nella citta' a partire dalla meta' del XII secolo: infatti, la prima testimonianza della loro esistenza a Trani ci viene offerta dal diacono Amando, futuro vescovo di Bisceglie, il quale nella sua "Historia Traslationis Sancti Nicolai Peregrini" , riferendo sul fatto portentoso, che nel corso della cerimonia di traslazione del corpo del Santo, in un cielo completamente terso, si erano all'improvviso levate dalla Cattedrale due colonne di nuvole, asserisce che a tale processione erano presenti anche i Cavalieri del Tempio. Dalle antiche carte risulta che i Templari dimoravano poco lontano dalla citta': in effetti nel 1143 Trani aveva una cinta muraria, che lasciava "extra-moenia" tutta la parte nord-occidentale del porto e quindi anche la chiesa di Ognissanti che, con i corpi di fabbrica che la circondano, costitutiva l'antico Ospedale e Abbazia, che ospitava i "Poveri Cavalieri di Cristo". Il tutto ci viene confermato da una lapide murata in prossimita' dell'accesso secondario destro del Tempio, contenente la seguente iscrizione: "Hic Requiescit Costantinus Abbas Et Medicus Orate Pro Anima Eius". Costantino, dunque, un Templare appartenente alla classe dei canonici, medico e abate-rettore della "Domus" tranese. Volendo datare questa lapide andremmo sicuramente oltre il 1139, anno in cui Papa Innocenzo II emano' la Bolla "Omne Datum Optimum" , fonte di tutti i privilegi dell'Ordine e in cui veniva istituita la figura dei cappellani per il servizio religioso e liturgico delle commende. In precedenza i canonici avevano prestato servizio "per misericordia"; erano "distaccati" presso le domus e non appartenevano all'Ordine. Ne attesta, altresi, la paternita' templare una serie di numerosi documenti: l'Abbazia Omnium Sanctorum de Trani e' ricordata, infatti, nel testamento datato 6 luglio 1170 del notaio ravellese Orso Rogadeo, che dona a questo tempio alcuni beni; ed ancora in un documento del 1158 dove Giovanni de Pagani, protettore dei Templari, consente alla donazione di un tale Boemondo, barone delle Puglie, a favore dell'Ordine, di alcuni suoi beni posseduti in Trani. Nel 1191 Abelardo de Pagani, figlio di Giovanni, da' il consenso per la concessione di una sepoltura al giudice Lucifero in una chiesa di Trani, che viene indicata come "Grancia dei Cavalieri del Tempio". Tale chiesa e' forse da identificare con quella di San Giovanni, alla quale Alferada, vedova di Ruggiero "de sir Sommaro" offriva il 28 settembre 1295 alcuni beni.
Altro documento a noi pervenuto e' del 1196 e fa riferimento ad un certo Alferius, praeceptor della domus tranese; ed ancora un documento del 1213, che attesta l'avvenuto consesso presso la domus praeceptoria dei Cavalieri del Tempio di Trani del Capitolo Apulia-Terra di lavoro, presieduto da Pietro di Ays, magister provinciale. L'Ordine dei Templari ebbe la Chiesa di Ognissanti sin dal tempo di Ruggero II il Normanno (Re di Sicilia) e la mantenne sino alla soppressione dell'Ordine avvenuta nel 1312 ad opera di Papa Clemente V con le Bolle "Vox Clamantis In Excelso" (22 Marzo) e "Ad Provvidam" (2 maggio). Le persecuzioni contro l'Ordine erano iniziate gia' nel 1307 con i primi processi dell' inquisizione, ma fu nel 1312 che le cose precipitarono vertiginosamente, fino alla drammatica caduta e al rogo, su cui nel 1314 arse l'ultimo Gran Maestro del Tempio, Jacques de Molay. Infatti, in una lettera datata 12 Agosto 1308 inviata da Poitiers, Clemente V si rivolge agli arcivescovi di Napoli e Brindisi, al Vescovo di Avellino; ad Arnuldo Bataille, Arcivescovo di Natzamia; al Maestro Berengario de Olargis, canonico narbonensis, e a Giacomo Carapelle, canonico di S. Maria Maggiore "de Urbe" ed ordina loro di recarsi nelle citta', nelle diocesi e nelle province di Trani, Sorrento, Capua, Cosenza, Reggio, Napoli, Bari, Acheronte, Brindisi, Salerno, Benevento, Consana, S. Severina, Taranto, Siponto, Otranto, Rossano, Amalfi e svolgervi con diligenza l'inchiesta "circa apostasiae salus, detestabile ydrolatiae vitium, execrabile facimus sodomorum et haeres varias de quibus accusabantur magister et fratres militiae templi". Negli anni immediatamente successivi allo scioglimento dell'Ordine tutti i beni immobili dei Templari vennero ceduti ad altri ordini religiosi e tra questi particolarmente privilegiati furono i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme e i Cavalieri Teutonici. E' datata - Vienne, 2 maggio 1312 - una lettera in cui Clemente V affida a Leonardo, Arcivescovo di Siponto, ai Vescovi di Termoli e di Civitate, ad Oddone, Arcivescovo di Trani; al Vescovo di Melfi e al Vescovo di Monopoli; a Landulfo, Arcivescovo di Bari; a Bartolomeo, Arcivescovo di Brindisi e al Vescovo di Canne, l'esecuzione del passaggio dei beni Templari all'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme. Ancora, in una lettera datata 1 dicembre 1318, Giovanni XXII incarica l'Arciprete della Cattedrale di Trani, nonche' il priore dei Frati Predicatori ed il guardiano dei Frati Minori di moderare l'assegnazione effettuata da alcuni Vescovi, dei beni giu' Templari ai Gerosolimitani, in modo che il superfluo venga utilizzato per la Terrasanta.
Da questi documenti si evince che i beni dell'Ordine Templare della diocesi tranese siano passati ai Gerosolimitani, che proprio a Trani, al di la' del bacino del porto, verso Oriente, avevano un loro Monastero di San Giovanni della Penna con annessa domus hospitalis.Tutto questo, almeno per la chiesa Omnium Sanctorum , fino al 1378, anno in cui in un documento datato 29 ottobre appare come abate e rettore Stefano Castaldi (appartenente ad una delle piu' cospicue famiglie del tempo). Custodita da Paolo de Turris (o Turcolis), vescovo di Conversano e da suo nipote Filippo, venne donata nel 1479 a Pietro Lambertini, divenendo cappella di patronato di quell'illustre famiglia. Successivamente, come attesta il Beltrani attingendo la notizia da un documento datato 15 Gennaio 1524, il patronato della chiesa fu posseduto dalle famiglie: de Justis, Castaldi, Rogadeo, Achonzaico, dalle quali torno' in seguito ai Lambertini.
Una conferma inconfutabile di tale circostanza e' costituita dagli stemmi in bassorilievo, scolpiti sull'architrave di accesso alla sacrestia, nel seguente ordine:
De Justis: col campo attraversato obliquamente da una fascia con sei corolle di gigli.
Castaldi: campo partito in tronco con leone rampante nella parte superiore e tre fasce oblique nell'inferiore.
Lambertini: leone rampante a tutto campo;
Rogadeo: figura inginocchiata ed orante davanti ad una croce greca con tre stelle;
Achonzaico: campo a scacchiera nella parte centrale e tre gigli.



Si tratta di famiglie di origine ravellese - ricordiamo che Ravello - al tempo - faceva parte del contado di Amalfi. Molto probabilmente le lapidi con i cinque stemmi fu apposta dal piu' illustre esponente della famiglia dei Lambertini: Cesare, che la fece murare tra il 1524 e il 1551 (anno della morte del Lambertini). Intorno al 1780 ebbe fine lo "ius patronale". Scarse e poco attendibil sono le notizie sulla chiesa di Ognissanti nei secoli XVII e XVIII. Nei primi anni del secolo e comunque entro il 1807, l'Arciconfraternita della Beata Vergine dei Sette Dolori ebbe sede nella chiesa, prima di trasferirsi l'anno successivo in quella di S. Teresa, resa disponibile dalla soppressione del convento dei Santi Teresa e Marco dell'Ordine Carmelitano. Nel 1832, in seguito alla demolizione dell'antica chiesa dell'Annunziata (Piazza Longobardi), ne ospito' l'omonima Confraternita. Nel 1872 fu chiuso il vicoletto che costeggiando la chiesa menava direttamente al mare. Eretta parrocchia nel 1940, la chiesa "vulgo" denominata anche del Purgatorio, ha cessato di esserlo nel 1975. E' stata sede, negli anni ottanta, del Terz'Ordine Francescano.



 
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