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Nox Templarorum

Eventi
La storia dei Templari ci introduce in un mondo antico, fatto di religiosita' ma anche di superstizione verso l'ignoto, attraverso una simbologia magica a cui venivano attribuiti poteri divini. Trani e Barletta furono due centri di grande rilevanza nella storia dei Cavalieri del Tempio, in quanto nella prima, che assumeva il titolo di Domus Praeceptoria vi era il Vescovo, da cui i Templari dipendevano canonicamente; nella seconda, invece, risiedeva il Maestro Provinciale, da cui dipendeva tutto il Regno delle Due Sicilie. L’ associazione culturale Trani Tradizioni, dal 2007, riporta alla luce di questo millennio le eroiche gesta e le audaci imprese, le singolari maniere di vita, i nefasti insuccessi e la tragica fine dei monaci cavalieri nella rievocazione storica de La Notte dei Templari. Questa, nel corso degl’ anni, si e’ sviluppata in quattro inedite edizioni, ovverosia “la difesa del pellegrino”, “il battesimo dei postulanti”, “la contesa degli ordini” e “ il tramonto dell’ ordine”.   


La difesa del pellegrino

L’iniziativa di Ugo di  Payns e del suo piccolo manipolo di cavalieri , ben accolta da Baldovino II,  fu di proporre una milizia che vivesse seconda una regola religiosa e la cui missione fosse di proteggere, se necessario anche con le armi, i pellegrini lungo le strade che conducono ai porti di Gerusalemme e al Giordano. Nella sue prime edizioni, “La Notte dei Templari” ha avuto proprio come tematica la tutela dei viaggiatori. Dopo il loro arrivo a Trani, di notte secondo la tradizione, i templari si stanziarono non molto lontano dalla cinta murarie ed occuparono l’Abbazia Omnium Sanctorum presso la quale eressero un ospedale. A quell’epoca briganti e predoni s’aggiravano in citta' e campagne e due di loro, nella suddetta, si imbattono in alcune pellegrine, che tentano di violentare e derubare. Non tardano i monaci cavalieri nel loro intervento e, a seguito di un cruciale combattimento, imprigionano i malfattori, la cui sentenza  lasciata al giudizio del popolo. Suggestivi e incantevoli scenari di quell’eta' di mezzo, quando Trani godeva di un prestigio assai rilevante.


Il battesimo dei postulanti

Entrare a far parte dell'Ordine Templare non era cosa semplice; tutti coloro intenzionati a farlo dovevano accettare quelle che erano le regole dell'Ordine. L'investitura a Cavaliere, nell'Ordine, avveniva sempre di notte, alla presenza del Capitolo, in una Chiesa. A Trani, la Chiesa legata all'Ordine dei Templari e' l'Abbazia Omnium Sanctorum. L'aspirante cavaliere doveva attendere fuori dalla Chiesa e, quando il Capitolo lo riteneva opportuno, inviava all'esterno due fratelli, i quali domandavano al neofita se volesse appartenere alla Milizia del Tempio. Questa interrogazione si ripeteva per ben tre volte, dopo di cio' il cavaliere chiedeva pane e acqua e al termine di questo rito il novizio veniva introdotto innanzi al Capitolo. Solo allora il Capo, indirizzandogli la parola, diceva: "Voi vi esponete a grandi pene e immensi pericoli, quando vorrete dormire, noi vi diremo di vegliare, quando vorrete riposare noi v'imporremo di lavorare, soffrirete la fame e la sete, starete in paesi che odiate anziche' in paesi che amate. Ora vi chiedo: Volete Voi essere Cavaliere? Siete voi sano di corpo? Non siete voi ammogliato o promesso sposo? Avete voi debiti che non potete soddisfare? Se di cio' siete certo giurate!"

Il tramonto di un ordine

A partire dall'edizione 2012 della "Settimana Medioevale", l'Associazione Culturale "Trani Tradizioni", avvalendosi di alcuni storici, ha rievocato il periodo della cattura e della fine dell'Ordine dei Templari, pur sapendo che a Trani non ci furono roghi.La fine dei Templari e' legata alla bolla "Vox in excelso", emessa da Papa Clemente V durante il Concilio di Vienna del 1312 e con la quale si sopprimeva l'Ordine del Tempio. In realta' la fine dei Templari era iniziata alcuni anni prima quando il Re di Francia, Filippo il Bello, per rimpinguare le casse dello Stato, il 14 settembre 1307 delibero' l'arresto dei Templari, i cui capi d'accusa furono: aver rinnegato Cristo, aver sputato sulla Croce, sodomia e adorazione di un idolo. In realta' la bolla "Vox in excelso", che assegnava i beni dei Templari ai Gerosolimitani, non fu altro che conseguenza dell'assoggettamento dell'autorita' papale al potere reale di Francia. E' infatti questo il periodo della cosiddetta Cattivita' Avignonese, durante la quale il Papa fu declassato a "Cappellano del Re di Francia".Tutto ha inizio con il rivolgersi di un Templare traditore all' Arcivescovo Oddone, rivelando dove si trovano i suoi compagni templari, affinche' i Cavalieri Angioini possano affrontarli. In seguito il Conte Roland, in presenza dello stesso Arcivescovo, si rivolge al Maestro Provinciale per sequestrare tutti i beni dell'Ordine, su richiesta di Filippo il Bello. Il Maestro Provinciale impugna la spada perche' risponde solo agli ordini del Gran Maestro. Inizia un duello che ha come esito la vittoria degli Angioini e la cattura dei Templari, condotti al Castello per essere torturati.Fuori dal Castello, alcune pellegrine piangono per i Templari catturati e torturati, mentre un pellegrino inveisce contro l'Ordine, a testimonianza della plurima considerazione che all'epoca si aveva dei Cavalieri.D'improvviso una strega irrompe sulla piazza, terrorizzando i presenti e maledicendo la Chiesa e tutto il Regno. Prontamente le guardie Angioine la catturano e la legano alla gabbia in legno, nella quale giaciono i Templari condannati a morte. Gli altri cavalieri dell'Ordine, provati e feriti a causa delle torture subite, escono dal Castello. Un Corteo di Angioini mostra per le vie della citta' i prigionieri, conducendoli fino al Molo Santa Lucia, dove i tre prigionieri verranno giustiziati, alla presenza dell'Arcivescovo Oddone. Giunti nel punto indicato, il Templare traditore chiede di non essere giustiziato, ma le sue preghiere risultano presto vane. I tre condannati sono condotti al rogo.Il Conte Oddone legge la sentenza di condanna a morte, contenuta nella Bolla di Filippo il Bello. Il fuoco viene acceso. In pochi minuti i loro corpi incominciano ad ardere. Piangono le pellegrine e i compagni Templari, a cui non resta altro che pregare e guardare in cielo, mentre il loro Ordine, sotto i vigili occhi della Luna, tramonta per sempre.

La contesa degli ordini

Vienne, 2 maggio 1312: Clemente V dichiara che venga eseguito il passaggio dei beni Templari all’Ordine di San Giovanni dell’Ospedale. La lettera giunse anche nelle mani del nostro Arcivescovo Oddone. Storicamente si sa che agli Ospitalieri, che, al di la' del bacino del porto ad Oriente, erano insediati presso la badia Sancti Joannis de la Penna, furono passati le ricchezze del Tempio. Amari attimi, inattese visite, atroci scontri fanno da sfondo a “La contesa degli ordini”. e' in ballo il destino di un tesoro, di un immenso tesoro maledetto, accumulato nei secoli. L’edizione non e' stata ancora inscenata ma si enuncia che verra' riprodotta negli anni a seguire.



 
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