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Storia

Cenni storici > Ordinamenta maris
Gli Ordinamenta et Consuetudo maris edita per consules civitatis Trani costituiscono il piu' antico codice marittimo del medioevo. Promulgati nell’anno 1063, sono formati da trentadue capitoli, oltre al proemio, scritti in lingua volgare. Le singole disposizioni trattano la regolamentazione delle avarie, i ritrovamenti in mare, le regole dei nocchieri e degli scrivani, il contratto di noleggio, il trattamento economico e normativo dei marinai. Il codice venne rinvenuto in uno con gli Statuti di Fermo, dal professore Jean Marie Pardessus, chiamato a ricoprire, su volere di Napoleone, la prima cattedra di diritto commerciale nella Facolta' giuridica parigina nel 1810, e pubblicato in Collection de lois marittime anterieures au XVIII siecle, Paris imprimerie Royale MDCCCXXXIX. Tale ritrovamento testimonia gli antichi rapporti intercorsi con la Marca fermana, come quelle statutarie della citta' di Ascoli Piceno risalenti di fatto alla meta' del 1200, ma redatte in forma letteraria nel 1377 e stampate nel 1496 da Fra Giovanni da Teramo nel convento di Santa Maria di Solesta'. Gli Ordinamenta tranesi, che rappresentano la codificazione delle antiche consuetudini che regolamentavano la convergenza degli interessi del dominus della nave, dei mercanti e dell’equipaggio sino a giungere al conferimento sociale della nave e del nolo creando un’unica realta' economica. Vennero promulgati dai messeri Simone De Brado, Angelo de Bramo e Nicola de Ruggiero, eletti consoli in arte del mare “per li sufficienti, che si potesse trovare in questo golfo Adriatico; e che i marinai tranesi fossero i migliori del Mar Adriatico lo attesta l’Anonimo Tranese, in Vita Sancti Leucii Episcopi, (in Acta Sanctorum [...], Inuarii, XI, Antverpiae 12643, p.642) sin dall’anno 673, quando “involarono” le reliquie di San Leucio dalla Chiesa di Brindisi, durante la distruzione della citta' operata dai Saraceni. Gli Ordinamenta maris, stando alla data apposta sul testo a noi pervenuto, furono redatti sotto Costantino X Ducas, nato intorno al 1006, che assunse la carica di basileus dei romei il 22 novembre 1059 e la tenne sino alla data della sua morte avvenuta a Costantinopoli nel maggio 1067. Secondo l’uso bizantino, la datazione degli  Ordinamenta e' quella della prima indizione anno 1063, che in base all’anno agricolo di Bisanzio iniziava il primo settembre 1062 e si concludeva il 31 agosto 1063.
La fonte degli Statuti va ricercata in un comportamento sociale della marineria, uniforme e generalizzato ripetuto nel tempo, nella convinzione diffusa di osservare una norma, cui si coniuga l’elemento soggettivo costituito dell’aspettativa di reciprocita', vale a dire l’attesa da parte di ogni consociato di comportamenti altrui coerenti rispetto ai propri e questa fonte determina una prima specificita' nell’accertamento degli usi attraverso la formula, ripetuta ad ogni capitolo “Propongono, dicono, determinano, e diffiniscono” ove attraverso formule di natura contrattuali, i consuli e le parti sociali (armatori, patroni, marinai, nocchieri, scriba ecc.) procedono ad accertare ed accettare le specifiche norme. Questo modo di procedere attraverso la questio, richiama le formule dei canonisti del IX - XI secolo, ma il determinare la norma attraverso un rapporto sinallagmatico era anche proprio delle genti longobarde, il cui diritto esercitera' la sua influenza nella Terra di Bari sino al XV secolo. Giuntero Secretario, famoso poeta alla corte di Federico II, cosi' canto' dei longobardi “gens astuta, fagax, prudens, industria, solers provida consilio, legum, jurisque perita Trani 1063”. In questo anno, i Consoli partoriscono gli Ordinamenta Maris, come le mogli degli antichi re partorivano sulla pubblica piazza per attestare e legittimare coram populo la nascita di un re. Il modo di come vengono promulgati e' tipico del diritto longobardo: i consoli dicono e propongono, quindi si rivolgono a qualcuno, sicuramente al popolo, al quale riportano la consuetudine maturata attraverso il comportamento costante e continuo nel tempo ed osservata da tutti come legge. La valenza degli Ordinamenta tranesi sta proprio nell’aver voluto sancire norme che gli usi e decisioni avevano avvallate nel corso di una lunga esperienza storica, e la prova e' che a distanza di circa un millennio nel decidere una vertenza sulla spettanza dei diritti di recupero di beni rinvenuti nel noto transatlantico Titanic, affondato in acque internazionali nel 1912, la Iv Corte d’Appello della Virginia Orientale degli USA ha citato, quale fonte di diritto internazionale, la legge Rhodia del V sec a. C., il diritto giustinianeo (VI sec.) e gli Statuti di Trani 1063.



 
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