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Trani

Cenni storici
dalle origini al 1266

La leggenda vuole che Trani sia stata fondata da Tirreno, figlio dell’eroe omerico Diomede, ma fonti storiche, attribuiscono l’origine di Trani all’eta' del Bronzo(XVI - XI sec a.C.) sulla penisola di Colonna, come dimostrerebbero scavi archeologici qui effettuati . Le tracce di Trani si perdono fino al III sec dell’era cristiana quando riappare su i primi documenti storici come tra cui la Tabula Peutingeriana del III sec d.C. (nel VII segmento subito sopra la lettera "L" della parola Apulia). Quest'ultima e' il primo documento storico nel quale figura la citta' di Trani con il nome di “Turenum”. La Tabula e' una carta geografica su pergamena lunga 6,83mt e larga 0,34mt sulla quale sono state indicate le grandi strade dell'impero romano, le stazioni di sosta con le distanze che le separavano e si nota che Trani si trovava a breve distanza dalla via Traiana che collegava Benevento a Brindisi. La carta prende il nome dal suo antico proprietario Konrad Peutinger di Augsburg, che a sua volta l'aveva ricevuta dall'umanista Konrad Bickel detto Konrad Celtes di Vienna, nel 1567.Dopo la caduta dell’impero romano d’occidente Trani fu occupata dai Longobardi e, nonostante la sua importanza come citta' marittima e commerciale,dal punto di vista politico e religioso, dipendeva da Canosa. Quando quest'ultima fu distrutta dai Saraceni per Trani inizio' un periodo ricco di avvenimenti ed episodi storici documentati. Col nome di “civitas” Trani fu dichiarata gastaldato dei Longobardi ed attribuita al ducato di Benevento. Durante la dominazione bizantina riusci' ad ottenere l’erezione della sede arcivescovile ad arcivescovado conquistando un ruolo sempre piu' di prim’ordine in Puglia. E' pero' durante il periodo normanno-svevo che Trani raggiunge l’apice del suo splendore esprimendosi al meglio nel settore economico commerciale artistico e civico.
Infatti nel 1063 Angelo de Bramo e M. Simone de Brado, Conte Nicola di Rogiero della citta' di Trani redigono gli Ordinamenta Maris che rappresentano il piu' antico codice marittimo mediterraneo del medioevo. Gli Ordinamenta, comunemente chiamati Statuti Marittimi, hanno una notevole importanza per tre motivi:
- sono la prova della civilta' di Trani
- sono la base del diritto italiano della navigazione
- per la prima volta viene presa in considerazione la figura del marinaio
La citta' nei secoli XI-XIII visse periodi di autentico fulgore per l’intensita' di traffici con il Medio Oriente affermandosi come emporio commerciale tra il Levante e gli altri stati d’Italia, diventando uno dei porti piu' importanti del mediterraneo. In considerazione della potenza acquisita sui mari nel:
1. 1196 Il Re di Cipro Aimerico emana un documento con il quale concede ai naviganti e commercianti tranesi l'autorizzazione ad entrare liberamente nel suo regno, senza dover pagare dazi e/o gabelle.
2. 1249-1250 Guidata da Luigi IX di Francia parte dal porto francese di Aigues Mortes  la settima crociata e Trani, che da sempre ha rappresentato una porta per l’Oriente, continua a mantenere con il suo porto questo ruolo. L’andirivieni dei pellegrini che si recavano e tornavano dalla Terrasanta era considerevole e, questo fu un motivo in piu' che indusse i Templari a fare di Trani una delle loro Domus sin dai primi tempi della nascita dell’Ordine. E’ consolidato che i Templari furono la prima organizzazione a mettere in piedi un servizio bancario nato dall’esigenza di non far perdere ai pellegrini o nobili che si recavano a Gerusalemme ingenti somme durante il viaggio nel caso in cui fossero stati aggrediti da briganti. Il servizio funzionava in questo modo: per colui il quale avesse avuto la necessita' di dover viaggiare con cospicue somme di denaro ma non avesse voluto portarle in dosso, sarebbe bastato che si fosse recato presso la Domus Templare e avesse consegnato tutti i suoi averi, per contro egli avrebbe ricevuto un documento che attestava il valore depositato. Arrivato nel luogo di sua destinazione, al pellegrino per ricevere i suoi averi sarebbe bastato recarsi in una domus templare, mostrare il documento ottenuto alla sua partenza per tornare in possesso dei suoi beni.
3. 1251 Manfredi, principe di Taranto e della Sicilia, vieta il commercio del vino ai forestieri  in quanto la citta' di Trani ne produce piu' della bisogna favorendo in questo modo l’economia locale.
L’editto cosi' cita:

“Manfredus divi augusti Imperator   (sic) filius dei et sui gratia Princeps tarenti in Italia, et specialiter in regno Sicilie illustris dni Regis     (sic)Balius. Per presens nrum privilegium facimus universis Quod pro parte universitatis tranensium dni Regis fidelium nobis fuit humiliter supplicatum. Quod cud cadem Cavitas maiorem partem auorum proventuum percipiet ex vineis, quibus habundat, et tanta sit ei vini Copia ut civibus sufficiat, et exteris venienti bus adcamdem inhibere de gratia dignaremur, ut nullus aliunde vinum ad Civitatem ipsam deferre aurea ad vendendum. Nos vero actendentes fidem puram quam lidem tranese erga Serenissimum quondam dnum Imperatorem patrem nrum recolende memorie habuerunt.Considerantes etiam grata servitia que ad presens domino nostro Regi, et nobis inremissibiliter exhibent; supplicationem eorum duximus admictendam. Mandante set presentis privilegii auctoritate firmiter inhibentes. Quatenus nullus de cetero tam Cavis quam exterus vinum aliunde tranum deferre presumat. Cum si deferreretur ut hactenus plena vini Copia per augmenium in inopiam verteretur; et omne quod satis est, si subiceretur adiectionibus reciperet detrimentum. Ad huius autemrei memoriam, et robur perpetuo valiturum presens prilegium fieri et sigillo firo iussimus communiri.Datum Trani Anno dominice Incarnationis milesimo duecentesimo quinquagesimo primo, mense septembris decime inditionis”.

( Tratto da Il Libro rosso della Universita' di Trani )

Favorita dal diffuso benessere economico e dalla profonda fede cittadina si ebbe un fiorire di iniziative per la costruzione di chiese romaniche tra cui la Cattedrale di San Nicola Pellegrino(1099), la Chiesa di Ognissanti (prima meta' del XII sec) che insieme ad altre chiese come S. Andrea, S, Maria de Russis(oggi S. Giacomo) chiesa della Trinita' (oggi S. Francesco), S. Maria di Colonna e di S. Maria di Giano costituiscono la parte piu' notevole del patrimonio artistico tranese. Durante Il regno di Federico II sotto la spinta delle fiorenti attivita' locali ci fu' l’allargamento del ristretto perimetro dell’abitato con una seconda cinta muraria ed il castello, testimone di matrimoni illustri come  Il Matrimonio di Manfredi con Elena Comneno dell’Epiro. La sconfitta di Manfredi  nel 1266 a Benevento e' il preludio, per Trani, della dominazione angioina che  per la citta' significo' l’inizio di un periodo buio della sua storia, cadendo in una crisi economica considerevole dalla quale si risollevera' solo nel periodo di dominazione Aragonese ritornando ad essere un florido centro commerciale.




 
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